Forze Fondamentali - © Michele Coluccia
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L'energia fondamentale dell'universo
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L'energia fondamentale dell'universo


Da secoli è risaputo che la Terra si muove, ma le scienze della materia (Fisica, Chimica, Biologia, Geologia, ecc..) funzionerebbero anche se la Terra fosse ferma. Il contenuto delle scienze della materia è come se partisse dal principio che il movimento degli astri è inutile. Gli agricoltori e gli astrologi hanno dedotto che il movimento della Luna e degli astri deve avere un influsso sul comportamento e sulla crescita delle forme di vita, ma le conclusioni sono discutibili. In ogni caso, maghi e contadini ragionano partendo dal principio che il movimento degli astri condiziona l'esistenza della materia. Gli scienziati invece, non hanno ancora capito che "Se il cane muove la coda ci deve essere un motivo". 


A bordo delle galassie non ci sono astri fermi e tutte le galassie si muovono molto velocemente. Il movimento dell'universo non è affatto inutile perché il moto degli astri produce e conserva tutta l'energia della materia. Se l'universo fosse fermo non esisterebbe alcuna forma di energia. 


La Natura è così logica che le migliori dimostrazioni scientifiche si costruiscono col buonsenso, cioè, con le parole sensate. La classica metodologia scientifica, non ha un buon rapporto col buonsenso perché ha già dimostrato che il moto dell'universo non serve alle scienze della materia.

Per conoscere "l'energia del cosmo" non bisogna cimentarsi nella meditazione trascendentale perché è sufficiente avvertire lo "Sforzo" compiuto per lanciare una pietra. Se la pietra non ricade più al suolo significa che è diventata un satellite della Terra. L'energia spesa da colui che ha fatto lo sforzo di lanciare la pietra nello spazio, non si può perdere fintanto che la pietra si muove. Le pietre che rotolano al suolo o quelle che orbitano nello spazio, non si muovono con un'energia propria; bensì, con un'energia che hanno ottenuto.

Gli astri, non sono sassolini perciò bisogna allargare le vedute per capire l'universo. Tutte le montagne e tutti gli oceani che possiamo vedere sono polvere in rapporto all'intero volume di questo pianeta che sta orbitando attorno al Sole. L'energia conservata dal moto orbitale della Terra è la stessa che è stata usata per lanciarla nello spazio. Durante la fase di lancio la materia terrestre ha vinto per milioni di chilometri l'effetto frenante procurato dalla gravità solare. La Terra non è più ricaduta sul punto di partenza ed è rimasta a 150 milioni di chilometri di distanza dal Sole. Da milioni di anni la Terra orbita attorno al Sole con un velocità di circa "30 km/s" e la materia terrestre si tiene tutta l'energia meccanica che è stata spesa per lanciarla nello spazio. Servono grandi "muscoli" per lanciare un pianeta a 150 milioni chilometri di distanza! L'energia conservata dal moto dei pianeti è una quantità indicibile e irraggiungibile per qualsiasi tecnologia. Per lanciare un minuscolo satellite artificiale dobbiamo spendere tonnellate di combustibile e i razzi devono raggiungere una velocità di circa "8 km/s". Tutta l'energia spesa per lanciare un satellite si conserva fino a quando egli conserverà il moto satellitare.


Tutta la materia dell'universo conserva e dissipa energia utilizzando l'energia meccanica conquistata durante il Big Bang; ovvero, la grande esplosione che molto probabilmente ha lanciato enormi ammassi di materia nello spazio universale. Se l'universo fosse nato in modo diverso non è importante perché ogni ammasso di materia che conserva il moto satellitare, deve conservare un precisissimo quantitativo di energia meccanica.

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La Figura mostra l'aspetto tipico di una galassia. Il Sole orbita attorno al centro di questa galassia e tutti i pianeti del sistema solare orbitano attorno al Sole.
La freccia indica un invisibile puntino che dovrebbe evidenzare le minuscole proporzioni del sistema solare. Il gigantesco Sole orbita attorno al centro di questa galassia con una velocità di circa "230 km/s". L'energia conservata dal moto orbitale del Sole e di tutte le stelle è la stessa energia che stata usata per lanciarle nello spazio. Il moto degli astri conserva l'energia che governa l'esistenza di ogni singola particella di materia. La Scienza conosciuta ha trascurato l'energia fondamentale dell'universo perché tutto il pensiero scientifico dipende dai principi che i nostri antenati avevano costruito credendo che le stelle fossero ferme. 
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Dimenticare l'energia meccanica conservata dal moto dei pianeti è una vergogna per i pensatori degli ultimi due secoli. I teoremi dell'energia sono i più semplici e sicuri teoremi fisici della vita quotidiana. L'unica certezza assoluta maturata dal pensiero scientifico è quella nata dal più elementare teorema energetico; ovvero, l'energia spesa per muovere un corpo deve essere uguale a quella ottenuta dal corpo spostato. Una pietra non si muove con le gambe, ma con l'energia che ha ottenuto da un agente esterno. I pianeti sono "pietre" che hanno preso l'energia del moto dalle esplosioni stellari. Come si può dimenticare la smisurata energia ottenuta e conservata dal moto degli astri?
Io stesso mi rimprovero di aver analizzato la gravità per tanto tempo senza aver afferrato subito la sua semplice origine. La gravità è una precisa parte dell'energia meccanica conservata dal moto degli astri. D'altra parte è difficile trovare la strada che spiega facilmente e correttamente la gravità perché il nostro pensiero è stato castigato da principi matematici costruiti in epoche in cui si credeva che gli astri fossero fermi.


Agli inizi del 1600 l'astronomo Keplero studiava le orbite dei pianeti con il compasso, le righe e i numeri perché le tradizionali nozioni di Geometria lo permettevano. La possibilità di studiare il moto ellittico dei pianeti utilizzando principi geometrici, nasce dal fatto che l'energia fondamentale ha creato tutte le regole geometriche. Il volume degli astri non condiziona le regole del moto ellittico perché il moto ellittico serve a conservare il volume sferico degli astri. In apparenza il moto dei pianeti non dipende da principi fisici che operano con la materia, ma da principi matematici che descrivono il moto di un punto immaginario.
L'ordine cosmologico regolato da principi geometrici e matematici è molto diverso dall'ordine cosmologico regolato da principi energetici, ma esiste un denominatore comune che si concretizza col significato fisico della costante di gravità universale.

Il numero della costante di gravità universale è un rapporto geometrico riferito all'energia meccanica che deve essere utilizzata ogni secondo per conservare il volume solido di un astro sferico


La natura della costante di gravità universale è il più grosso problema dell'analisi logica e matematica dei fenomeni naturali. Risolto questo problema tutto il resto è un divertimento perché la costante di gravità opera con la sfericità di atomi e pianeti. Appena le scienze della materia sono legate matematicamente all'energia fondamentale nascono tutti i numeri adatti allo studio della materia. Nell'Astronomia classica ci sono errori sproporzionati che vorrebbero essere riparati senza coinvolgere l'imprecisato valore di una costante di gravità di natura ancora sconosciuta. Per salvare gli errori e i dogmi dell'Astronomia bisognerebbe rinunciare allo studio della materia. Per non toccare l'Astronomia la gravità vorrebbe essere giustificata cercando improbabili particelle subatomiche. Un'eventuale particella che giustifica la conservazione della gravità creerebbe un universo in cui le particelle subatomiche sono responsabili della gravità. Se la materia creasse la gravità, il moto sarebbe inutile perché i pianeti potrebbero produrre la propria gravità riposando nella quiete.

L'Astronomia è evoluta con i ciarlatani che campano di oroscopi. Per stilare gli oroscopi è sufficiente prevedere la posizione degli astri, ma questo tipo di scienza, non serve allo studio della materia terrena.


Per studiare la materia la scienza moderna deve scoprire cosa c'è al centro di un atomo perché le leggi degli astrologi sono intoccabili. Al centro dell'atomo c'è la stessa cosa che si trova al centro di qualsiasi corpo che gira. Al centro di una ruota, non c'è niente perché la materia, il movimento e l'energia sono al di fuori del centro. Al centro di una ruota c'è il punto geometrico in cui il pensiero scientifico ha inserito i principi chiamati "Velocità, Massa, Accelerazione, Forza attrattiva e Energia cinetica". Oggi si spaccano gli atomi per tentare di sviluppare questi principi "puntiformi" perché sono gli unici che potrebbero spiegare i legami tra gravità e materia. In realtà, il pensiero scientifico cerca di salvaguardare, giustificare e sviluppare i principi d'analisi ideati da coloro che analizzavano i moti senza sapere cosa fosse l'energia.

Nello studio delle orbite Keplero focalizzò un principio cosmologico regolato da principi geometrici. Bisogna fare i complimenti a Keplero, ma quello non era il punto d'inizio della Scienza; bensì, la fine di una millenaria logica matematica regolata dalle Leggi della Statica. L'analisi dei moti è il punto delle scienze dinamiche e energetiche.
Nel classico pensiero scientifico, il moto degli astri conserva un'inoperosa "Energia cinetica" che diverrebbe operativa solo nel caso in cui si verificasse una collisione tra astri (per informazioni azionare qui). In assenza di collisioni, l'energia cinetica è una quantità puntiforme che "dorme" al centro della Terra. L'energia meccanica conservata dal moto degli astri, non dorme mai e non è inoperosa come il concetto di energia cinetica. Per vedere all'opera l'energia fondamentale servono grandi ammassi di materia.

I grandi astri devono equilibrare l'immensa quantità d'energia meccanica che stanno conservando. La sfera è l'unica forma in cui tutte le pressioni e tutti i pesi si distribuiscono in modo uniforme. Nel sistema solare, gli astri diventano sferici solo se raggiungono un diametro minimo di circa mille chilometri. Gli asteroidi di "500 km" di diametro possono restare deformi, ma le caratteristiche orbitali del moto, non possono restare costanti.

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