Dimenticare l'energia meccanica conservata dal moto dei pianeti è una vergogna per i pensatori degli ultimi due secoli. I teoremi dell'energia sono i più semplici e sicuri teoremi fisici della vita quotidiana. L'unica certezza assoluta maturata dal pensiero scientifico è quella nata dal più elementare teorema energetico; ovvero, l'energia spesa per muovere un corpo deve essere uguale a quella ottenuta dal corpo spostato. Una pietra non si muove con le gambe, ma con l'energia che ha ottenuto da un agente esterno. I pianeti sono "pietre" che hanno preso l'energia del moto dalle esplosioni stellari. Come si può dimenticare la smisurata energia ottenuta e conservata dal moto degli astri? Io stesso mi rimprovero di aver analizzato la gravità per tanto tempo senza aver afferrato subito la sua semplice origine. La gravità è una precisa parte dell'energia meccanica conservata dal moto degli astri. D'altra parte è difficile trovare la strada che spiega facilmente e correttamente la gravità perché il nostro pensiero è stato castigato da principi matematici costruiti in epoche in cui si credeva che gli astri fossero fermi.
Agli inizi del 1600 l'astronomo Keplero studiava le orbite dei pianeti con il compasso, le righe e i numeri perché le tradizionali nozioni di Geometria lo permettevano. La possibilità di studiare il moto ellittico dei pianeti utilizzando principi geometrici, nasce dal fatto che l'energia fondamentale ha creato tutte le regole geometriche. Il volume degli astri non condiziona le regole del moto ellittico perché il moto ellittico serve a conservare il volume sferico degli astri. In apparenza il moto dei pianeti non dipende da principi fisici che operano con la materia, ma da principi matematici che descrivono il moto di un punto immaginario. L'ordine cosmologico regolato da principi geometrici e matematici è molto diverso dall'ordine cosmologico regolato da principi energetici, ma esiste un denominatore comune che si concretizza col significato fisico della costante di gravità universale.
Il numero della costante di gravità universale è un rapporto geometrico riferito all'energia meccanica che deve essere utilizzata ogni secondo per conservare il volume solido di un astro sferico
La natura della costante di gravità universale è il più grosso problema dell'analisi logica e matematica dei fenomeni naturali. Risolto questo problema tutto il resto è un divertimento perché la costante di gravità opera con la sfericità di atomi e pianeti. Appena le scienze della materia sono legate matematicamente all'energia fondamentale nascono tutti i numeri adatti allo studio della materia. Nell'Astronomia classica ci sono errori sproporzionati che vorrebbero essere riparati senza coinvolgere l'imprecisato valore di una costante di gravità di natura ancora sconosciuta. Per salvare gli errori e i dogmi dell'Astronomia bisognerebbe rinunciare allo studio della materia. Per non toccare l'Astronomia la gravità vorrebbe essere giustificata cercando improbabili particelle subatomiche. Un'eventuale particella che giustifica la conservazione della gravità creerebbe un universo in cui le particelle subatomiche sono responsabili della gravità. Se la materia creasse la gravità, il moto sarebbe inutile perché i pianeti potrebbero produrre la propria gravità riposando nella quiete. L'Astronomia è evoluta con i ciarlatani che campano di oroscopi. Per stilare gli oroscopi è sufficiente prevedere la posizione degli astri, ma questo tipo di scienza, non serve allo studio della materia terrena.
Per studiare la materia la scienza moderna deve scoprire cosa c'è al centro di un atomo perché le leggi degli astrologi sono intoccabili. Al centro dell'atomo c'è la stessa cosa che si trova al centro di qualsiasi corpo che gira. Al centro di una ruota, non c'è niente perché la materia, il movimento e l'energia sono al di fuori del centro. Al centro di una ruota c'è il punto geometrico in cui il pensiero scientifico ha inserito i principi chiamati "Velocità, Massa, Accelerazione, Forza attrattiva e Energia cinetica". Oggi si spaccano gli atomi per tentare di sviluppare questi principi "puntiformi" perché sono gli unici che potrebbero spiegare i legami tra gravità e materia. In realtà, il pensiero scientifico cerca di salvaguardare, giustificare e sviluppare i principi d'analisi ideati da coloro che analizzavano i moti senza sapere cosa fosse l'energia.
Nello studio delle orbite Keplero focalizzò un principio cosmologico regolato da principi geometrici. Bisogna fare i complimenti a Keplero, ma quello non era il punto d'inizio della Scienza; bensì, la fine di una millenaria logica matematica regolata dalle Leggi della Statica. L'analisi dei moti è il punto delle scienze dinamiche e energetiche. Nel classico pensiero scientifico, il moto degli astri conserva un'inoperosa "Energia cinetica" che diverrebbe operativa solo nel caso in cui si verificasse una collisione tra astri (per informazioni azionare qui). In assenza di collisioni, l'energia cinetica è una quantità puntiforme che "dorme" al centro della Terra. L'energia meccanica conservata dal moto degli astri, non dorme mai e non è inoperosa come il concetto di energia cinetica. Per vedere all'opera l'energia fondamentale servono grandi ammassi di materia. I grandi astri devono equilibrare l'immensa quantità d'energia meccanica che stanno conservando. La sfera è l'unica forma in cui tutte le pressioni e tutti i pesi si distribuiscono in modo uniforme. Nel sistema solare, gli astri diventano sferici solo se raggiungono un diametro minimo di circa mille chilometri. Gli asteroidi di "500 km" di diametro possono restare deformi, ma le caratteristiche orbitali del moto, non possono restare costanti.
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